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La premessa fondamentale di questo articolo è che non è un articolo. Questa è più un’illustrazione di un progetto e della sua costruzione, una base su cui siamo partiti, da condividere qui nel blog, proprio per co-costruire insieme un “cammino comune”. Sarei felice se dopo la lettura di queste righe, ci fosse qualcuno che mi scrivesse dandomi consigli, criticasse costruttivamente, perché questo progetto è comune, di tutti, come la terra che è sotto i nostri piedi, su cui vogliamo ragionare e immaginare, sognare, lavorare.
E’ un lavoro che è nato nel pensiero anni fa, strutturato nel viaggio attraverso le esperienze lavorative, ma che, come tutti gli eventi dell’anima, è circolare, ed è tornato da dove è partito: a Tolentino, la mia di terra.
Il tutto parte e prende significato attraverso però il fare rete, l’aver seminato, l’aver raccolto, l’aver ascoltato. Un incontro con un uomo molto presente e da sempre sul territorio Franco Casadidio, e una scoperta importante, Barbara Migliorelli.
Questo è un progetto a tre teste, come Cerbero che fa da guardiano degli inferi, proviamo a essere guardiani del nostro territorio. Si sono incontrati diversi punti di vista, spesso paralleli, ma che sono riusciti a intersecarsi attraverso ascolto, amore, giudizio, critica, umanità.
Voglio lasciare per iscritto, per fissarle, delle parole in relazione a questo progetto che è partito e chissà dove arriverà.
Come sempre, in un viaggio, hai una meta, ma bisogna capire come arrivarci.
Noi, vogliamo arrivare al nostro territorio, partendo dalla terra, cercando di creare cammini comuni, dove tutti, possano sentirsi a loro agio in questo contatto.

Significato del progetto:
Desideriamo dare vita ad un luogo di incontro tra generazioni in uno spazio di ritrovo, aperto alla collaborazione con altre realtà e privati interessati alla comprensione ed al racconto del nostro Territorio, in relazione alle sue tradizioni culturali e sociali.
Analisi del contesto:
Ci ritroviamo dentro ed intrecciati ad un contesto di notevoli cambiamenti geo-politici, ambientali, tecno-scientifici, economici e occupazionali che potrebbero danneggiare il benessere di molti e le basi della stessa civile convivenza, se non si affrontano con visioni sociali lungimiranti e adeguati provvedimenti.
Il mondo rurale può offrire l’antidoto a queste situazioni di crisi, con la sua millenaria e concreta sapienza nel rapporto organico tra l’umano, gli altri viventi, la stagionalità e l’ambiente naturale. Pertanto si evidenzia l’importanza di tramandare e di non perdere conoscenze e valori peculiari della cultura locale, al fine di recuperare sistemi e stili di vita sostenibili.
Destinatari:
Cittadini di Tolentino e di altri Comuni del territorio provinciale, ma in generale cittadini che vogliono far parte della città, della polis appunto. Persone di ogni età, che vogliono fare esperienza di AGRI_CULTURA_SOCIALE, e possono contribuire alla elaborazione di un dialogo intergenerazionale ed alla realizzazione di attività, intorno alle tematiche del programma annuale, che saranno condivise e sviluppate sia in modalità attiva sia di ascolto.
Finalità:
Riunire più generazioni in un laboratorio sociale con l’obiettivo di ricreare una comune base culturale territoriale; il tutto nel contesto delle possibili attività realizzabili con i princìpi e le normative dell’Agricoltura Sociale della Regione
Marche.
Costo:
La quota di un singolo giorno, per ogni singolo incontro/laboratorio è di € 7,00 (sette euro); invece la quota mensile per tre incontri è di € 15,00 (quindici euro) in totale, per incentivare le persone a seguire il filo di ogni mese, il tema, l’elemento del mese.
Attività:
Date le premesse del progetto, gli incontri si organizzano in base a stimoli derivanti da immagini, simbologie, emozioni, sensazioni; tutti inerenti gli elementi della natura e la stagionalità. Nelle attività di questo Per-corso semestrale, sarà possibile lasciare uno spazio di libertà alle Persone che potranno così diventare protagoniste attive e
creative. Nella foto che segue, c’è tutto il calendario delle attività programmate, col senso di fare due incontri mensili (i primi due del mese) guidati in modo interattivi da noi, mentre il terzo lasciarlo più libero anche all’interpretazione, l’organizzazione e l’attivazione dei partecipanti. Naturalmente, il partecipante che segue tutto il filo dell’elemento, del tema del mese, sarà più portato ad essere partecipe.
Non si negano, tra un incontro e l’altro, la proposta di altri giorni, incontri, da parte dei partecipanti, che potranno organizzare eventi connessi, nell’agriturismo.

Calendario:
Come si vede dal calendario, gli incontri girano intorno a degli elementi naturali, semplici, unici, ma che stimolano al ragionamento in relazione all’essenzialismo di essi.
Ogni elemento non è stato scelto casualmente, ma deriva proprio da un confronto e una valutazione, in relazione alla simbologia. Quando siamo attaccati all’immagine (direbbe Hillman), è essa che ci muove.
Prendo ad esempio l’inizio, il primo incontro: il fiume.
Si ragionerà sul senso delle parole, su come sono la forma del contenuto inconscio. Le parole nascono da sé, autonome, non si sa da dove. Come il fiume. Sappiamo come sorge, ma non dove nasce, nelle profondità della terra. Le parole sorgono nella bocca, ma vengono dal cuore. Il fare anima è saper parlare, e fare anima è anche poiesis, poesia. Non è forse un fiume, di parole, col suo flusso, la poesia?
Tolentino nasce intorno al fiume che non si sa da dove nasce. Noi nasciamo con Tolentino. Tolentino è una parola che racchiude molto.
Abbiamo visto come, provenendo da mondi diversi, da punti di vista diversi, arriviamo comunque alla stessa cosa, che non chiamiamo più cosa, ma fiume. Il fiume, in effetti, è il fiume, non si può scappare da ciò.
Quello che di volta in volta aggiungiamo è una prospettiva su quell’elemento. Il fiume diventa: fiume visto da uno psicologo, da una guida, da un architetto, da un uomo, da una donna, da una figlia, da un figlio, da un padre. E’ solo il nostro porsi in relazione al fiume che cambia, ma il fiume resta il fiume.
Vogliamo inoltre aggiungere, oltre alla riflessione e discussione filosofica degli elementi, anche l’esperienza diretta con essi. Ci sono, in tutti gli incontri, parti pratiche, esperenziali, dove si osserverà da vicino l’azione del fuoco, dell’albero ecc.
Queste esperienze saranno fatte con altri professionisti, amici, persone, aziende, negozi, del territorio, proprio per non fuggire da quel richiamo iniziale alla terra.
Mani e cuore, mani e testa, testa e cuore, è tutto collegato, come in natura.
Fare cultura, coltura, acculturare, coltivare, è la stessa cosa.

Conclusioni:
Chi ama la montagna come me, sa che, per mettersi in cammino, dentro lo zaino, serve sempre e solo l’essenziale.
Noi siamo partiti da questa considerazione, e siamo andati all’essenziale, agli elementi, alle cose, che non chiamiamo cose, ma esistono nel mondo e vivono, con noi, come noi, dentro di noi.
Il fuoco è stato un Dio, simbolico, che ha guidato la coscienza dell’essere umano. Ragionare sul fuoco porta alla ragione. All’essenza dell’essere umano e alla differenza, alla sua unicità, direbbe ancora Hillman, ciascuinità. Ciascuno è uguale, nell’essere diverso all’altro.
Si cammina sempre con la terra sotto i piedi.
Non si fanno passi giganti, ma bisogna sempre farne uno dietro l’altro.
La comunità è il senso del nostro percorso.
Da quello scritto finora, nasce il senso de “Terra dei Cammini Comuni”.






